Geometra o architetto: chi serve per una pratica edilizia

Casa a due piani ad Aprilia con i ferri di ripresa dei pilastri in cemento armato sul terrazzo di copertura

Geometra o architetto: per una pratica edilizia la risposta dipende dall’intervento, non dal titolo che suona più autorevole. Entrambi possono presentare CILA, SCIA e permessi di costruire, ma ciascuno nei limiti delle competenze che la legge assegna alla sua professione. Su lavori interni senza strutture la scelta è spesso libera. Su opere in cemento armato o su edifici vincolati non lo è. Capire dove passa il confine ti evita un incarico sbagliato, che può costare una pratica da rifare. Ecco come orientarti, intervento per intervento.

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Chi può firmare una pratica edilizia

La legge non parla di geometri o di architetti quando descrive le pratiche. Parla di tecnico abilitato. Il D.P.R. 380/2001, all’articolo 6-bis, chiede che la CILA sia asseverata da un tecnico abilitato. Lo stesso vale per SCIA e permesso di costruire, dove il progettista dichiara la conformità dell’intervento.

Tecnico abilitato vuol dire un professionista iscritto al proprio albo o collegio. Geometri, architetti e ingegneri lo sono, ognuno con il proprio campo. La firma su una pratica vale solo se l’intervento rientra in quel campo. Se ne esce, il problema non è formale: riguarda la validità dell’incarico.

La domanda giusta non è “chi è più bravo”, ma “chi può firmare questo intervento”.

Le competenze del geometra in edilizia

Le competenze del geometra sono fissate da un regolamento del 1929, ancora vigente. L’articolo 16 del R.D. 274/1929 gli attribuisce, tra l’altro, il progetto, la direzione e la vigilanza di modeste costruzioni civili. Per le costruzioni rurali e gli edifici per industrie agricole ammette anche piccoli manufatti accessori in cemento armato, purché non richiedano particolari calcoli e non comportino pericolo per le persone.

La parola chiave è “modeste”. La giurisprudenza della Cassazione l’ha letta in modo restrittivo: le costruzioni civili che adottano strutture in cemento armato, anche solo in parte, restano fuori dalla competenza del geometra. Su questo punto un incarico sbagliato può essere dichiarato nullo.

Nel lavoro di tutti i giorni il geometra è la figura più presente su rilievi, catasto, pratiche per lavori interni, frazionamenti, regolarizzazioni e stime. Sono interventi in cui conta conoscere bene l’immobile, i documenti e le procedure del Comune.

Le competenze dell’architetto in edilizia

Le competenze di architetti e ingegneri sono fissate da un altro regolamento, il R.D. 2537/1925. L’articolo 52 assegna a entrambe le professioni le opere di edilizia civile. Riserva però all’architetto le opere di rilevante carattere artistico e il restauro degli edifici tutelati per il loro valore storico e artistico. La parte tecnica di questi interventi può essere svolta anche da un ingegnere.

In pratica l’architetto può seguire ogni intervento di edilizia civile, dalla ristrutturazione alla nuova costruzione. È la figura tipica quando serve un progetto: ridisegnare gli spazi, cambiare la distribuzione di una casa, progettare un ampliamento. Per il calcolo delle strutture si affianca spesso un ingegnere strutturista, soprattutto sugli interventi più complessi.

Il titolo conta per i confini. Dentro i confini conta l’esperienza su quel tipo di intervento.

Geometra o architetto: la scelta in base all’intervento

Per la maggior parte delle pratiche di una casa le due figure si sovrappongono. Le differenze emergono sulle strutture e sugli edifici vincolati. La tabella riassume i casi più comuni.

InterventoChi può seguirloCosa verificare
Lavori interni senza strutture (CILA)Geometra o architettoChe non tocchino parti strutturali o destinazione d’uso
Frazionamento o accorpamento di unitàGeometra o architettoCILA o SCIA secondo strutture e prospetti; poi l’aggiornamento catastale
Aggiornamento catastale (Docfa)Geometra o architettoCoerenza tra planimetria, stato reale e titoli edilizi
Sanatoria di piccole difformitàGeometra o architettoSe basta la tolleranza dell’art. 34-bis o serve l’art. 36 o 36-bis del D.P.R. 380
Nuova costruzione con strutture in cemento armatoArchitetto o ingegnereProgetto strutturale e procedure sismiche
Restauro di un edificio di rilevante valore artisticoArchitetto (la parte tecnica anche l’ingegnere)Vincolo e autorizzazione della Soprintendenza

La colonna centrale indica chi può firmare, non chi è obbligatorio. Su molti interventi lavorano più tecnici insieme. Un frazionamento, per esempio, unisce una pratica edilizia e una catastale.

Camera di un appartamento ad Aprilia con la traccia sul pavimento del tramezzo appena tolto e un metro pieghevole

Quando servono più professionisti

Una pratica edilizia raramente è un lavoro da una sola firma. Oltre al progettista entrano in gioco altre figure, a seconda dell’intervento.

FiguraQuando serveRiferimento
ProgettistaPer ogni CILA, SCIA o permessoD.P.R. 380/2001, art. 6-bis (CILA asseverata)
Direttore dei lavoriSempre per le opere in cemento armato o acciaio; negli altri casi secondo il titoloD.P.R. 380/2001, artt. 29 e 64
Progettista delle struttureQuando si interviene su parti portantiD.P.R. 380/2001, artt. 64 e 93, e norme sismiche regionali
Coordinatore per la sicurezzaCon più imprese esecutrici, anche non contemporaneeD.Lgs. 81/2008, art. 90
Tecnico per il catastoQuando cambiano consistenza o distribuzione dell’immobileProcedura Docfa

Il direttore dei lavori non è una firma di cortesia. Secondo l’articolo 29 del Testo unico risponde, insieme a committente e costruttore, della conformità delle opere al titolo e delle modalità esecutive.

Spesso queste figure stanno nello stesso studio. È un vantaggio pratico: chi ha fatto il rilievo conosce l’immobile, chi ha presentato la pratica conosce il progetto, e i documenti non si contraddicono.

Come scegliere il tecnico per la tua pratica

Prima del nome, conta il metodo. Una pratica corretta parte da una verifica dei documenti: titoli edilizi passati, planimetria catastale, stato reale dell’immobile. Molti problemi nascono qui, da una difformità che nessuno ha controllato prima di presentare la pratica nuova.

La firma pesa anche per chi la mette. Nella SCIA il progettista che assevera la conformità assume la qualità di persona che esercita un servizio di pubblica necessità: dichiarazioni non veritiere hanno conseguenze penali e disciplinari. È uno dei motivi per cui un tecnico serio non assevera senza aver controllato i documenti.

Poi chiedi che cosa comprende l’incarico. Rilievo, pratica, eventuale aggiornamento catastale, direzione dei lavori: sono passaggi diversi, e conviene sapere da subito chi li segue. Ad Aprilia lo Studio Tecnico Nuti lavora con architetti e geometri, e il geometra ad Aprilia segue rilievi, pratiche edilizie e catastali partendo da questa verifica.

Prima si capisce quale pratica serve. Poi si sceglie chi può firmarla.

Domande frequenti su geometra o architetto

Un geometra può presentare una CILA?

Sì. La CILA va asseverata da un tecnico abilitato, e il geometra lo è per gli interventi nelle sue competenze. Per i lavori interni senza parti strutturali, come spostare tramezzi o rifare impianti, geometra e architetto possono presentarla allo stesso modo. Conta che l’intervento rientri davvero nella manutenzione straordinaria.

Un geometra può seguire una sanatoria edilizia?

Sì, se le opere da sanare rientrano nelle sue competenze. Una tramezza spostata o una piccola difformità interna non pongono problemi. Se la sanatoria riguarda strutture in cemento armato o calcoli strutturali, serve anche un tecnico competente per le strutture. La procedura dipende dal tipo di difformità.

Per togliere un muro portante serve un ingegnere?

Serve un progetto strutturale firmato da un tecnico competente per le strutture, di solito un ingegnere o un architetto. Il geometra non può progettare strutture in cemento armato per costruzioni civili. In zona sismica si aggiungono le procedure regionali. Il titolo edilizio è almeno una SCIA, perché l’intervento tocca le strutture.

Prima di comprare casa conviene un geometra o un architetto?

Entrambi possono verificare la conformità di un immobile. Il controllo confronta lo stato reale con i titoli edilizi e con la planimetria catastale. Conta l’esperienza su questo tipo di verifica più del titolo. Farla prima del compromesso permette di scoprire per tempo difformità da sanare o da regolarizzare.

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